Come utilizzare gli hashtags su Facebook, Google+ e Twitter

hashtag
Innanzitutto cosa diavolo è un hashtag?

Un hashtag è una parola o una frase preceduta dal carattere #. Pensate agli hashtags come a parole chiave, che sono più facilmente filtrate e ricercabili. Gli hashtags sono scritti senza spazi tra il segno # e la parola.

Avete probabilmente visto gli hashtags su tutti i social network. Che ci crediate o no, servono a uno scopo molto importante quando si tratta di filtrare e ritrovare qualche argomento o post in mezzo al mare di parole scritte sui social network.

Gli hashtags sono disponibili su Twitter, Facebook, Google, Instagram, LinkedIn, Tumblr, Flickr e Vine. Ci limiteremo a Facebook Google Plus e Twitter.

Dal momento che ogni rete sociale li tratta in modo diverso, ci sono alcune buone pratiche, nonché specifiche per ogni social network. Vediamole.

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Come usare un hashtag per il Marketing?

Gli hashtags sono utili nel marketing, perché portano il nostro messaggio ad altre persone sul web che possono non essere fan, amici o seguaci. Gli hashtags possono essere utilizzati per promuovere la visibilità, aumentare il riconoscimento, e favorire la familiarità con un marchio. Ad esempio per:

  • Aumentare il seguito attraverso la partecipazione on-line a conferenze ed eventi, Tweet Chat, ed altri eventi sui social media prima, durante e dopo l’evento.
  • Identificare argomenti relativi al vostro settore di interesse più generale
  • Essere identificabili dal proprio hashtag. (#MiaSocietà)
  • Descrivere i prodotti, gli argomenti, le campagne in modo che gli altri alla ricerca di quegli hashtags possono trovarli.

Siate pertinenti

Gli hashtags funzionano solo quando sono pertinenti e portano in qualche posto significativo quando si fa clic su di essi. Gli hashtags pertinenti aiutano le persone interessate ad argomenti di nicchia a trovarsi l’un l’altro per favorire la conversazione.
E’ bene quindi evitare hastags con parole estremamente vaghe o riferite ad argomenti troppo generici e vasti.

Siate concisi

Non usare tonnellate di hashtags, massimo 3, meglio meno.
Non usare negli hashtag parole o frasi troppo lunghe e difficili da leggere (#questohashtagèinutile) che oltretutto impegnerebbero troppi caratteri dei 140 consentiti in un Tweet.
Non usare più hashtag nella stessa frase. Rende difficile la lettura.
In Twitter solo il 24% dei tweets contiene hashtags. Una ricerca di Twitter mostra che i tweets con hashtags hanno un seguito superiore del 21%, ma tale numero diminuisce se più di due hashtags sono utilizzati in un tweet. Questo ci dice che gli hashtags sono utili, ma non se ne deve abusare.

Siate cauti con gli acronimi e le sigle

A parte alcuni estremamente popolari tra i lettori interessati all’argomento che trattate, in generale gli acronimi possono rendere difficile la rintracciabilità diventando così inutili.

Provate l’hashtag prima di postare

Solo perché si pensa che un hashtag abbia senso per il vostro post o per una specifica campagna, non vuol dire che non sia già già stato usato prima. La società RIM (quella dei telefoni Blackberry) ha subito una lezione durissima quando ha cercato di usare #rimjob per le loro offerte di lavoro. Tutti coloro che hanno ricercato #rimjob su Twitter si sono imbattuti in un flusso di immagini porno.
Se non volete che questo accada a voi cercate l’hastag prima di usarlo. Un ottimo modo per ricercare gli hashtags è quello di utilizzare il sito Tagboard, che mostra come l’hashtag viene utilizzato sui più importanti social network.

Hashtags su Facebook

Essere a conoscenza di impostazioni sulla privacy.

Se state usando un hashtag in un post dal vostro profilo personale, questo manterrà le impostazioni di privacy impostate per il vostro profilo. L’utilizzo di un hashtag non rende quel post all’improvviso pubblico. Se si inserisce un hashtag in un post che si condivide solo con un certo gruppo di amici, solo quel gruppo sarà in grado di vedere il post.
Inserendo un hashtag nei post di Facebook, si può quindi finire di fronte a persone che non hanno letto il vostro post precedentemente perché non autorizzate.

Hashtags su Google+

Utilizzare qualche hashtag in più

Google sta mettendo più enfasi sull’uso di hashtags. Quando si crea un post di G+ con hashtags, Google lo mostra in alto a destra sul vostro post (per un massimo di 3 hashtags qui). Se non si fornisce un hashtag, Google può assegnarne uno per voi in base alle parole chiave presenti nel vostro post.
Gli hashtags di Google+ sono in box al di fuori del post in modo che si possa evitare di aggiungerne altri alla fine provando e riprovando e dando così l’impressione di creare spam.

Migliorare il posizionamento SEO

Google favorisce i profili e le pagine di Google+ nella ricerca.
Ogni volta che si pubblica su G+, Google reindicizza il sito, rendendolo più rilevante nei risultati di ricerca.

Google categorizza l’autore

Dal momento che Google si propone di organizzare tutte le informazioni, avere un hashtag associato ad un autore è un modo semplice per conoscere ciò che la persona o società è, quale sia la loro area di competenza ed assegnare all’autore un rank.

Utilizzare hashtags su Twitter

A causa del limite di 140 caratteri di Twitter, è bene mantenere breve il tag; nessuno lo userà se si mangia la metà dei caratteri consentiti.

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